• 04 NOV 13
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    La devitalizzazione è un trattamento di routine

    Circa la discussione sugli interventi facili o difficili segnaliamo un altro caso di riconosciuta responsabilità dell’odontoiatra per trattamento canalare incongruo.

    Il caso riguarda una paziente che si sottoponeva ad un trattamento presso uno studio odontoiatrico, consistito nell’esecuzione di una devitalizzazione e, successivamente, di un’apicectomia. Di seguito, la donna, agiva in giudizio per ottenere il risarcimento del danno derivante dalla presunta erronea esecuzione del trattamento.

    Il Tribunale ha ritenuto comprovata la responsabilità del sanitario alla luce degli esiti dell’accertamento tecnico preventivo prima e della consulenza tecnica d’ufficio dopo.

    Di regola, le obbligazioni inerenti all’esercizio di un’attività professionale costituiscono obbligazioni di mezzi e non di risultato, in quanto il professionista si impegna a prestare la propria opera per raggiungere, appunto, il risultato desiderato, non per conseguirlo. Se l’obbligazione di mezzi, richiede al debitore soltanto la diligente osservanza del comportamento pattuito, l’inadempimento di essa non può farsi discendere dal mancato conseguimento del risultato sperato, ma semmai dall’inosservanza dell’obbligo di diligenza specifica imposto al professionista intellettuale.

    Infine, relativamente agli interventi cui la paziente si sottopose, si è affermato che essi possano farsi rientrare nell’ambito di quelli che la prassi giurisprudenziale ha cura di definire routinari. Il Tribunale di Bologna ha accolto la richiesta risarcitoria avanzata dalla paziente.

    Si conferma,  pertanto, il consolidato orientamento della giurisprudenza secondo cui la responsabilità si ricollega in sostanza alla natura dell’intervento (facile ovvero difficile) piuttosto che sulla superata differenza tra obbligazioni di mezzi o di risultato.

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